#Note 8

(del 29/8/2015)

L’ho conosciuto qui. Ha gli occhi a mandorla, occhiali spessi, capelli folti a caschetto. Il viso tondo e sorridente. Sembra un cartone animato. Ha finito di fare il militare in Sud Corea, e ha detto ai genitori che non era la sua strada. Ha ritirato tutti i suoi risparmi e si è spinto più lontano che potesse, per incontrare il mondo e le persone che lo abitano. Con ogni mezzo. ”La mia famiglia è molto delusa. L’ho disonorata. Del resto, sono una macchina da guerra, senti che muscoli”. L’ho guardato, e ho visto un ragazzino senza barba coi denti da coniglio e il fisico scolpito dall’alcol. Tutto meno che un feroce guerriero.
Tra poco riparte, e per ragioni diplomatiche deve evitare di passare in Mongolia e Cina. Prossima destinazione Mosca.
Cosi inizia il suo ritorno in Oriente, su un treno che dalla capitale lo porta in sei giorni di viaggio romanzesco a Vladivostok, ultima città della Russia sull’oceano Pacifico.
Un sogno che costa circa 275 dollari. Mentre chiacchieriamo davanti ad una tanica di birra mi mostra le tappe sulla cartina fino al porto in cui prende la nave per Seoul. Immagino paesaggi esotici: spazi, volti, lingue, odori, sapori. Come un cieco che prova a dipingere la realtà con dei colori che non ha mai conosciuto se non attraverso il racconto degli altri.
Mi ha descritto il suo piano e ha concluso con una frase che tradotta liberamente suona più o meno: “Ces, o Marco, ci fotografo tutto, sono infogato perso”. Sono scoppiato a ridere e gli ho chiesto, altrettanto liberamente: “ma perché voi asiatici quando viaggiate fotografate qualsiasi cosa?!” La risposta sta nelle loro radici. “Casa nostra è molto diversa dalla vostra. Ad esempio, non esistono veri e propri centri storici. Puoi trovare un tempio antico all’improvviso, circondato da mille grattacieli. O una struttura immensa, avveniristica, contenente reperti archeologici; ma non è come camminare immerso in un passato importante. Amiamo la storia e amiamo le cose belle. Ecco perché quando tornerò nella mia città e sarò triste riguarderò tutte queste foto. Nessuna di loro è inutile. E’ una sequenza di immagini che ho costruito per me, per ricordarmi la primavera della mia esistenza, anche quando sfiorirà. E poi questa macchina fotografica me l’ha regalata mio padre prima di partire. E’ la seconda. La prima me l’ha regalata a cinque anni, come da tradizione per gli eventi importanti”. Va bè: “ ma non avevate litigato?”- “ Sì, ma quando vedrà dov’ero e con chi, faremo pace. Sono sicuro”. Good luck,

Similar posts

Tutto in regola e tutto i... La più grande fortuna e sfortuna del Partito Democratico è la sua eterogeneità.“Chentu concas chentu berrittas” diremmo in lingua sarda, per sintetizzare come ancora una volta nel
#Note 9 (del 16/9/2015) Di nuovo al banco, prima di un imbarco. Inganno il tempo sempre allo stesso modo. Ho un’ossessione per le mappe geografiche. Le adoro. Le guardo
#Note 5 (del 21/4/2015) In una zona di frontiera del nord Europa, sebbene il calendario dica che l’inverno sia finito, fa un freddo maledetto. Come sempre sono a piedi,
#Note 8 (del 29/8/2015) L’ho conosciuto qui. Ha gli occhi a mandorla, occhiali spessi, capelli folti a caschetto. Il viso tondo e sorridente. Sembra un cartone animato. Ha finito
Qualche spiegazione sulla... La giustizia spiegata a chi non la segue. Cenni sulla Riforma. Angelino Alfano, Ministro della Giustizia, sale al Quirinale. Presenta i tratti fondamentali della riforma della Giustizia
Européennes : rapprocher... “Rassemblement. Loin d’une consigne militaire, le mot d’ordre doit servir l’avenir de nombreuses régions européennes, autonomes ou non. C’est la conviction de Marco Deplano, expert en droit
Minestrone di isole Siamo un’isola. Lo abbiamo scoperto da poco, dobbiamo ancora abituarci. “Ce l’ha detto l’Europa”: stavolta non è uno slogan portatore di sciagure, ma l’inizio di una svolta,
Sogno o son destro? Ci sarebbero tanti modi più corretti per dirlo l’uno all’altro e con franchezza: non ci sopportiamo. Ci basta lasciare l’Isola per sentire un amore viscerale per i
L’Occasione fa l... È vero che ti accorgi che qualcosa ti manca quando non c’è più. Succede anche col buon senso. Se c’è uno strumento vivo, partecipato, che abita anche questo
La lega delle leghe per l... ““Prima i populisti”: il progetto di Salvini della Lega delle leghe europee La Lega delle leghe è stata lanciata. È bastato l’annuncio di Matteo Salvini, uno e